Tziu Nico Cau
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TZIU NICO CAU
É nato l'8 febbraio del 1920. In famiglia il padre ha avuto 2 mogli e 18 figli ( 5 con la prima e 13 con la madre). L 'ultimo che è morto aveva 97 anni.
Ha frequentato la scuola sino alla terza elementare perchè a Tiana, essendo un paese molto piccolo, non esisteva la quinta e quindi l'ha poi ultimata in privato.
È stato presidente dell'ANCR per più di 20 anni ( Associazione Nazionale Combattenti Reduci) ed ogni anno a Novembre tiene un discorso sulla guerra parlando ai giovani.
Mi ha raccontato dei suoi pomeriggi che trascorre al bar con i suoi amici giocando a carte o raccontando storie del passato, ha inoltre aggiunto di non saltare mai la messa le Domeniche.
Quello che mi ha affascinato di lui è il sapere che nell’arco della sua vita ha svolto dei lavori completamente differenti riuscendo sempre ad adattarsi, e a quei tempi non era sicuramente semplice.
DI SEGUITO LA SUA INTERVISTA
IN GUERRA
:<<Ne ho fatto sei anni. Sono partito dalla Sardegna a Marzo del 1940 fino alla Liguria da cui poi il 10 Giugno dello stesso anno mi sono spostato in Francia quando era occupata dai tedeschi. Questi ci obbligavano a combattere contro i francesi ed in quegli anni di guerra la mansione che svolgevamo é stata proprio quella di fare i militari contro di loro; non ci autorizzavano però a sparare.
Per quanto riguarda il problema della lingua devo dire che non ho avuto difficoltà in quanto vicino al nostro accampamento ho conosciuto una ragazza che sapeva bene l’italiano e siccome in Francia tutte le cose necessarie per vivere non c’erano chiesi a suo padre se ci poteva aiutare con qualche bene di prima necessità e lui mi rispose che non avrebbe dato nessun aiuto agli italiani in quanto figli di Mussolini. E allora gli spiegai che noi non eravamo figli di Mussolini ma del Re; quindi la ragazza discusse con lui e quando vide che non ero proprio fascista mi ascoltò, mi capì ed alla fine ci aiutò. Devo dire che mi sono trovato bene. Quando ero in Francia ho visitato Nizza, Capo Marten , San Gabriele e la Costa Azzurra. Dopo la Liguria sono stato in Toscana ed in Piemonte>>.
IL MANGIARE:
:<<Quando ero piccolo mangiavamo prevalentemente pane d'orzo e devo dire che rispetto ai paesi vicini il pane a Tiana era uno dei più buoni essendo finissimo; lo mangiavamo con il formaggio, la ricotta salata ed il lardo perchè ogni famiglia aveva un maiale e quindi la provvista l'avevamo sempre per tutto l'anno. Mangiavamo anche erbe selvatiche: la malva ( come lassativo), fenugheddu areste (finocchietto selvatico) per il minestrone>>.
LE FESTE A TIANA
:<<Le feste più importanti a TIANA erano e lo sono ancora: Santu Uleo ( San Leo) che si festeggiava la seconda Domenica di Settembre e Sant’Elena ( la patrona) che si svolgeva il 18-19-20 Agosto, sempre con la messa, la corsa dei cavalli, la musica in sardo, sonetti e balli sardi in piazza. Ora la corsa a cavallo é tramontata. La piazza era sempre piena di gente e le persone di Ovodda e Tonara venivano per ballare. Per queste occasioni si organizzava sempre anche la gara poetica e ai tempi quelli piú conosciuti erano: Piras, Tucconi, Frongia, Fadda e Pazzola.
I LAVORI CHE HO SVOLTO:
:<<In principio facevo il pastore, poi dal Giugno sino al 25 Dicembre del 1946 sono stato militare.
Rientrato dalla guerra ho lavorato a Tonara per l' ERLAAS dal 1946 al 1950 (Ente Regionale per la lotta Anti-anofelica in Sardegna), si trattava di uno studio finanziato dagli americani. Raccoglievamo ed esaminavamo le zanzare e le loro larve per poi mandarle prima a Tonara e poi a Cagliari dove controllavano se avessero il plasmodio della malaria. Il processo era il seguente: pescavamo le zanzare con il contagocce e controllavamo come erano fatte e le mettevamo nelle provette; poi prendevamo le uova che chiamavamo ninfee con un retino, dopo aver versato l'acqua che le conteneva su un piatto di alluminio. Una volta che si schiudevano esaminavamo le larve e le controllavamo con precisione, in particolare ci interessava la loro respirazione perché a seconda di questa la specie di zanzara era diversa. C'erano le "curches" e le "anopheles". Le prime respiravano tramite la coda e le seconde in una zona compresa tra collo e corpo della zanzara. Poi mandavamo questi campioni a Tonara dove ricontrollavano di che tipo si trattava e da lì venivano mandate a Cagliari, dove analizzavano ulteriormente le provette. La trasmissione della malaria avveniva tramite la puntura di zanzare femmine anopheles.
Prima di lavorare in Comune ho lavorato per 4 anni all’ ETFAS ( Ente Regionale Trasformazione Agraria in Sardegna) tra Sassari e Porto Torres.
In Comune ho lavorato l'anno in cui mi sono sposato ( nel 1954) avendo concluso il lavoro a Sassari. Qui mi occupavo dell' Abigeato, dello Stato Civile, dell'Anagrafe e del pagamento dei bollettini; poi facevo anche il daziere . Ero solo come impiegato perchè il segretario non era fisso qui, il titolare era a Lanusei e non lasciava il posto per venire a Tiana proprio perché era un paese molto piccolo. Quindi in generale le persone facevano il concorso e se lo vincevano non restavano qui. Quindi io mi occupavo anche della parte amministrativa in comune. Nell' Abigeato c' era da lavorare molto con i bollettini e se non eravamo in regola i carabinieri ci facevano la contravvenzione>>.
LO SPOPOLAMENTO
:<<Molti giovani purtroppo sono disoccupati e la preoccupazione sia per loro che per i loro familiari é avere il lavoro; ma chi non ce l’ha sta male e per questo motivo emigrano, per migliorare la loro situazione. Per combattere lo spopolamento bisognerebbe chiedere alla Regione cosa si può migliorare perchè quando ho iniziato a lavorare in Comune eravamo in 900 e ora siamo meno della metà. Di Tiana ci sono una quindicina di famiglie tra Belgio, Francia e Toscana che si sono sposati e non sono tornati più>>.
VIVERE A TIANA
:<<Ognuno pagava con quello che poteva, a quei tempi non si poteva avere preferenze sul cibo perchè c’era molta povertà. Non posso dire che ci fosse miseria perchè in questi paesi si lavorava la terra, quasi tutte le famiglie avevano un orto e erano bravi con l'agricoltura. Tiana é anche conosciuto come il paese dei fagiolini e la frutta ( Mele, pere) che vengono innafiate dall' acqua del Gennargentu>>.
QUANDO HO CONOSCIUTO MIA MOGLIE
:<<Quando lavoravo all’ENTEFAS ( Ente Regionale Trasformazione Agraria in Sardegna) mi trovavo a Sassari. C’erano gli assegnatari di Sennori che venivano a lavorare nel cantiere dove lavoravo io e mi conoscevano bene perchè facevo l’appello la mattina. E spesso mi invitavano a casa loro e io non potevo andarci perché non avevo il tempo; infatti ero molto impegnato perché ero l'uomo di fiducia lì al cantiere e avevo tutti i materiali in consegna e molte responsabilità.
Un anno ho lavorato parecchio a Sennori e non sono potuto rientrare a TIANA neanche per Pasqua . In quel paese si vociferava che molte ragazze erano ancora da sposare, e spesso mi attribuivano fidanzate che non avevo. In quel periodo a mia moglie neanche la conoscevo, però lei si informò sul mio conto tramite un assegnatario che lavorava con me; chiese anche al prete Don Cabiddu ,che fortunatamente le diede buone informazioni. Mia moglie era piu piccola di me di 14 anni.
Qualche mese dopo averla conosciuta (5 mesi) sono andato a chiedere la mano a casa dei genitori su consiglio di un ragazzi che al tempo si occupava proprio di questo genere di cose , e lui mi consigliò di chiedere alla madre perché il padre era morto. Anche la madre volle informarsi su di me e scrisse al prete che le rispose che ero un bravo ragazzo , e quindi accettò anche perchè avevo un lavoro sicuro>>.
IL MIO MATRIMONIO
:<<Ci siamo sposati a Sennori ed il giorno del matrimonio siamo partiti in corriera da lí sino a Macomer e poi da Macomer sino a Gavoi da cui poi tramite due tassisti siamo giunti a Tiana. Durante questo viaggio non eravamo soli ma c'erano i parenti di mia moglie: la mamma, gli zii e i cugini. A Macomer io e Leonarda (mia moglie) ci siamo fermati da mia sorella che ci ha dato il suo regalo di matrimonio mentre gli altri sono rimasti in stazione con le valigie piene di roba da mangiare e mentre mia sorella ci offriva il caffè i parenti di mia moglie pranzavano in stazione dalle provviste delle valigie. Noi abbiamo saltato il pranzo. E meno male che a Sennori il rinfresco del matrimonio è stato abbondante. Mia moglie non era mai stata a Tiana prima di allora perché la madre ci aveva detto che solo quando si sarebbe sposata le avrebbe dato il permesso>>.
VIVERE I TEMPI DI OGGI
:<<Non le so dire se si viveva meglio nel passato , ma vedo che adesso si è molto preoccupati per i tempi che stiamo attraversando, mentre per assurdo dopo la guerra si era più tranquilli>>.
SEGRETO PER ARRIVARE A 98 ANNI
:<<Non ho segreti ma seguo la regola del BACCO, TABACCO, VENERE, che riducono l'uomo in cenere. Quindi: bacco perché vini e alcolici non ne consumavo; tabacco perché non ho mai fumato; Venere perché non ho avuto tante donne se non il necessario ( mia moglie).
Oltre questa regola penso che dipenda dall'ambiente e a Tiana in particolare dall’acqua; noi abbiamo una fontana ( "su cantaru de bio ovodda") proprio all' ingresso del paese e la sua acqua è buonissima. Io comunque l' acqua di rubinetto non l' ho mai bevuta>>.
CONSIGLIO AI GIOVANI PER VIVERE BENE
:<<Consiglio di avere fede in Dio e di essere credenti e poi niente fumo, nè alcolici, niente donne come ti ho raccontato prima>>.
Ed alla fine dell’intervista esclamó :<<E adesso Ajo al bar che vi invito>>. E mentre ci recavamo nel suo bar di fiducia descriveva ogni angolo del suo paese che incontravamo lungo il cammino.



