Tzia Maria Antonia

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Tzia Maria Antonia (classe 1919)

Quasi ogni mattina d’Estate, con in tasca qualche spicciolo, mi accingevo a percorrere la solita salita, a svoltare a sinistra e a raggiungere l’edicola più vicina. La richiesta dall’altra parte del bancone era sempre la solita :<<Cosa ti do?>>  e la mia risposta non era da meno :<< Ecco, quello>> indicando con l’indice il solito quotidiano. Frugando poi nelle tasche tiravo fuori una manciata di monete che ahimè erano sempre giustissime! Mia nonna si scordava spesso di lasciarmi la mancia per le caramelle e per un istante tzia Maria Antonia  me la fece ricordare, con in mano il solito quotidiano.

Nel salutarla le domandai qualcosa a proposito del suo interesse per la lettura e mi rispose << Ogni giorno acquisto il giornale, lo conservo in frigo così le notizie sono sempre freschissime!>>

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E poi iniziò a raccontare :

:<<Ho lavorato per 9 anni come domestica presso una famiglia a Bortigali. Facevo tutto quello che c’era da fare in una casa, senza ricevere una paga e neanche il  versamento dei contributi. Non mi sono arresa o buttata giù e qualche anno dopo ho iniziato una nuova esperienza lavorativa a Nuoro prima, e a Macomer poi, con la tanto desiderata retribuzione.

Mi sposai. Mio marito lo conoscevo già in quanto eravamo cugini. Veniva a trovarmi sempre di nascosto  nell’abitazione presso cui prestavo servizio. Arrivava a cavallo il più delle volte, e dovendolo lasciare nel vicolo di certo la sua presenza  non passava inosservata. Infatti una notte una vicina di casa ci vide insieme mentre conversavamo ed avvisò subito la "mia padrona", che lo comunicò a mio padre.  A quel tempo mica ci si poteva far vedere in giro così e soprattutto tra cugini di primo grado perchè la situazione nel complesso rasentava lo scandalo. Però alla fine, nonostante le critiche, il nostro amore trionfò su tutto e non mi pento di nulla per niente al mondo>>.

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:<< Cosa pensa sia cambiato rispetto al passato?>>

Tzia Maria Antonia: << E' cambiato il modo di lavorare, nel senso che ora i macchinari hanno sostituito gran parte dei lavori manuali. Per farti un esempio, per quanto riguarda la lavorazione del pane, in passato noi lo preparavamo completamente a mano: facevamo su pane lentu, sa fresa (pane carasau), “su zicchi”.Il grano lo lavavamo, toglievamo le impurità con dei setacci e lo portavamo  al mulino ad acqua che si trovava in località  “Borgusada”.  Ricordo bene di una donna che veniva soprannominata la “ guardiana del mulino”, donna Felice, chiamata così perché  controllava e supervisionava il suo funzionamento.

Anche per  fare il bucato non esistevano le lavatrici! Per lavare i panni andavamo a “sa funtana vezza” e li lavavamo a mano sopra alcune pietre.

I tempi sono cambiati anche per quanto riguarda l’acquisto di qualcosa. Prima vigeva lo scambio di prodotti e raramente l’uso dei soldi. Ora abbiamo le carte di credito. Per esempio noi compravamo le pere ( quelle che si appendevano e si mangiavano d’inverno) in cambio di grano o il formaggio, o di quello che avevamo a disposizione>>.

:<<Pensa che l’alimentazione possa essere un fattore determinante per vivere a lungo?

Non lo so, credo che questo lo sappia solo Dio. Ti posso dire che nella mia famiglia mangiavamo molta pasta, erbe selvatiche e poca carne. Mentre altre facevano sempre  la provvista del maiale quindi salsicce,prosciutti ed il lardo non mancavano mai nella loro dieta.

Per quanto riguarda il pesce, non ne mangiavamo quasi mai.