TIA MARIANNA LOI
TIA MARIANNA LOI
Marianna Loi nasce a Dorgali nel Febbraio del 1918 in una famiglia composta da 4 figli. La parentesi scolastica è durata fino alla quarta elementare perchè poi ha dovuto dedicarsi ad aiutare la famiglia nei lavoretti in casa, portava la legna, aiutava la madre nelle faccende domestiche.
Ha avuto 7 figli, 14 nipoti ed è bisnonna di 20 pronipoti.
Credo che Marianna sia l’esempio di chi ha lottato con tutte le sue forze per qualcosa e ce l’ha fatta. Anche quando tutto sembrava perduto, rimboccandosi le maniche è riuscita ad ottenere quello che voleva.
Mi ha colpito molto il suo racconto riguardante l’educazione dei figli: :<<Chi non rientrava in orario lo facevamo dormire con l’asino, e dei miei figli volevo sapere dove andavano e cosa facevano; allora non potevamo mandare msg al cellulare ma la comunicazione con loro esisteva comunque perchè io la pretendevo!>>
Anche il suo fidanzamento è stato singolare, prima di presentare Antonio ai suoi genitori ha preteso che facesse in modo impeccabile “tottu sas costumassiasa” (che facesse una dichiarazione e richiesta ai genitori di Marianna a regola d’arte)
DI SEGUITO LA SUA INTERVISTA:
IL MANGIARE
:<<Abbiamo sempre mangiato 'pane e orju' anche quando ero più grande; una volta alla settimana mangiavamo la carne di pecora e quando riuscivamo a cacciare con la fionda qualche uccello; anche finocchio selvatico e cicoria quando era periodo. Fame per fortuna ne abbiamo fatto poco e niente . Mio marito ha sempre lavorato e per questo a casa non mancavano mai i sacchi del grano e mai mi è mancato l’olio, lo abbiamo avuto sempre>>.
L’OLIO COME PAGA
:<<Da quando ero piccola ho fatto servizio presso altre case , poi andavamo a raccogliere olive, a giorronadas, per pagarci la pensione. Per una giornata la paga era di 1 litro d’olio, a volte mezzo litro e a volte niente>>.
IL VESTIRE
:<<Avevamo pochi vestiti perchè eravamo poveri, ma eravamo ricchi in salute.
L’unico capo che avevo di valore era sa “Sa cammisa”, bianca e ricamata a mano che ho indossato quando mi sono sposata. Più avanti la mettevo alle feste patronali, anche a quella di Santa Caterina.
Per quanto riguarda i costumi ce n’erano du , uno era 'su de isposa' e l’altro 'su de randa' composto da “sarvazzi”, “sa cammisa”, “su zippone” e “su pannuzzu” che poteva essere di seta ( quello da sposa) e di organza (quello “de randa”)>>.
LE FESTE
:<<Le feste patronali erano: Su Babbu Mannu , San Giovanni, Valverde e la Madonna del Buon Cammino. Partecipavamo a tutte e a tutte ballavamo. Alle feste si stava in compagnia e si mangiava di solito carne di pecora, porcetti e poi c’era l’invito del vino, anche se di quello ce n’era sempre poco... e poi come dolce alla festa di Sant’Antonio c’era su Pistiddu... così andavamo avanti>>.
I RISPARMI
:<<Quando hanno messo in vendita il terreno di Cala Gonone a 200 lire al metro dissi ad Antonio (mio marito) :<< Guarda che c’è il bando d’acquisto per il terreno di Cala Gonone, lo compriamo?
Lui:<< Da cosa lo paghiamo?
Marianna:<< Dal tuo lavoro!>>
Perchè lui lavorava come operaio nella diga del cedrino e la sua paga era di 400 lire, noi davamo 200 lire al comune e le altre 200 lire ci servivano per sfamare la famiglia. Comunque ne abbiamo acquistato 400 metri. Qui lo stesso, dove abitiamo, abbiamo acquistato il terreno ed i vicini non erano molto d’accordo perchè lo usavano come mondezzaio ed io l’ho acquistato lo stesso. E così abbiamo comprato a Cala Gonone, a Dorgali e anche in Campo Santo.. così solo lavorando , siamo partiti non avendo niente>>.
LA CAPRETTA
:<<Un giorno scappò una capretta di nostra proprietà e la ritrovammo dentro il terreno di un nostro vicino di casa: questo, non sapendo di chi fosse, l’aveva portata in caserma perchè aveva mangiato alcuni ceppi di vite. Il maresciallo ci aveva chiamato perchè il padrone del terreno voleva come “risarcimento” del danno arrecato 50 lire. Ed il maresciallo sentendo la mia storia, e cioè che quella capretta serviva per sfamare una famiglia con sei figli, mi disse di riprendermi subito l’animale e che avrebbe punito il padrone del terreno!>>
ARRIVARE A CENTO ANNI
:<<Ci sono arrivata lavorando e facendo sacrifici.
I segreti per arrivare alla mia età sono: la pace, la concordia, lavorare tranquillamente senza rubare, non parlare male di nessuno e fare quello che dice Dio. E per chi non crede in Dio si arrangi ☺ Noi abbiamo sempre creduto perhè mio padre faceva parte dell’azione cattolica, anche se nell’ambito della chiesa ogni tanto è capitato che qualcuno che ne faceva parte abbia rubato dei soldi, la loro coscienza risponderà davanti a Dio. Noi abbiamo seguito la via del Signore sempre>>.
:<<Ed ora vieni, ti faccio vedere cosa mi hanno regalato i miei nipoti al compimento dei miei 100 anni. La mia famiglia è unica>>.



