Tia Antonietta
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Tia Antonietta
:<< Guarda “ su cippone” che indosso! Ad 80 anni ero in fin di vita in un letto d’ospedale e pensavo di portarlo con me all’altro mondo. Invece mi sbagliavo, sono ancora qui e da allora lo considero un portafortuna>>.
Che bella tia Antonietta! Inizia a raccontare, una parola dopo l’altra, a cascata, ed il suo modo di spiegare i concetti accompagnati da una gestualità ed espressività inedite rapiscono la mia attenzione.
Tia Antonietta è la più grande di 4 figli, nasce ad Ussassai il 22 Marzo del 1923.
:<<Ho frequentato la scuola sino alla terza elementare e devo dire che nonostante volessi proseguire gli studi i miei genitori non erano della mia stessa opinione. Tanto è vero che mi impedirono di sostenere l’esame scolastico e per di più quando nacque mio fratellino mi proibirono di ritornare a lezione. Questo perchè avevo il dovere di badare a lui dal momento che mia madre era sempre malaticcia e riusciva ad occuparsi con fatica e a malapena solo delle faccende meno impegnative della casa. E mio padre? Lui doveva portare il pane in casa se volevamo campare. Era sempre solo e molto spesso quando ero in libera uscita andavo ad aiutarlo in campagna occupandomi di quei lavori considerati prettamente maschili, almeno ai giorni d’oggi. Andavo ad arare, seminare, e a far legna disponendola poi nel cesto che stava dentro al carro, così da poterla trasportare. E per fortuna che lo avevamo!
Nel mio paese ho conosciuto la prima macchina quando mi sono sposata e devo dire che nelle strade non c'era il traffico dei giorni d’oggi; erano anche meno pericolose e molto spesso ci facevamo scorrazzare persino le galline. L’asfalto non esisteva, erano fatte di terra e ciotoli e la polvere non mancava mai, difatti eravamo sempre sporchi e per poterci lavare andavamo a prendere l’acqua dalla fontana che distava mezzo km da casa mia. Ogni tanto, a causa del peso sopra la mia testa, ero costretta a fare delle soste durante il tragitto, poggiando la brocca contenente l’acqua per poi ripartire dopo essermi riposata. Persino la luce non era presente in casa e utilizzavamo sempre la candela di cera anche se babbo preferiva quella a carburo che aveva portato dalla Francia. Ora è quasi scontato averla quotidianamente e non potete neanche immaginare quali potessero essere le difficoltà a cui andavamo incontro ogni giorno. Provate anche solo a pensare allo spostamento la notte per andare a far i bisogni fuori casa o al preparare la cena per esempio.
Vuoi sapere cosa ero solita mangiare? Minestra e minestrone prevalentemente, poi i legumi e gli ortaggi di nostra produzione. Il pane e la pasta ("marracones") li producevamo in casa perchè comprarli sarebbe stato troppo dispendioso. Diciamo che il cibo non era vario come lo è adesso ma almeno era sano. Babbo aveva una quarantina di bestie ed il formaggio, a meno che non si fosse guastata qualche forma, non lo potevamo mangiare. Preferiva venderlo perchè gli servivano i soldi. Ricordo quando all’età di 14 anni mi mandava a Seui a piedi,con mio fratellino di 5 anni a vendere il semicotto ed il prosciutto pagato 5 lire dal commerciante di fiducia. Pensa che anche la carne la mangiavamo raramente, solo quando per esempio le bestie morivano mangiando ferula, che però non la danneggiava ed era comunque commestibile. Mio padre non uccideva un agnello neanche per la festa di San Nicola per esempio. Carne quindi non ne circolava molta nelle tavole, almeno nella nostra>>.
FESTE PAESANE
:<<In paese si festeggiano diverse feste: San Nicola il 29 di Maggio, San Lorenzo e San Sebastiano rispettivamente il 10 ed il 20 di Agosto, Santu Gironi il 30 di Settembre. Quando ero bambina, in queste occasioni, la popolazione si sbizzarriva coi balli e si invitavano suonatori sia del nostro paese che dai comuni limitrofi perchè quello “nostrano” dicevano essere troppo bisbetico. Per la festa di San Lorenzo che si svolgeva di fronte a casa la gente a furia di saltare tra un ballo e l’altro creava una nube di polvere che alzandosi nell’aria invadeva la piazza e per ridurla era necessario bagnare il terreno diverse volte. Io ho sempre osservato il tutto attraverso i vetri della finestra di casa perchè mia mamma mi ha sempre proibito di andarci, forse perchè anche i suoi genitori avevano fatto lo stesso con lei>>.
INCONTRO CON MIO MARITO
:<<Mio marito abitava quasi di fronte a casa mia. Era più grande di me di 9 anni ed io lo conoscevo di nome e di vista ma non ci avevo mai parlato e sinceramente mi stava anche antipatico. Qui l’usanza prevedeva che a chiedere la mano della ragazza si sarebbero dovuti presentare uno dei due genitori dello spasimante.
E così è accaduto ed all’età di 17 anni si presentò la madre del mio futuro marito bussando al portone di casa e ad aprire ci andò mia mamma. Non la fece neanche entrare e con modi quasi scontrosi tuonò :<<Non vi dovete azzardare a ripresentarvi perchè mia figlia è ancora troppo piccola>>. Credo che la sua risposta dipese dall'inesistenza del mio corredo e dalla povertà della mia famiglia dato che potevo ancora essere utile in casa. Passarono i giorni ma lei tornò e mia madre senza perdere la pazienza le disse:<< Vi conviene andare via, non ho cambiato idea! E badate bene che mio marito è ignaro di tutto! Quindi andate via subito>>. Passarono delle settimane e ci fu un terzo tentativo da parte loro. Questa volta venne il padre chiedendo espressamente di parlare con mio babbo. Mio padre (classe 1892) nei confronti di quell’uomo nutriva un rispetto fuori dal comune sia perchè era una brava persona e sia per la sua anzianità (classe 1875). Giunsero ad un accordo; gli consigliò di ritornare dopo due anni. Io ero all’oscuro di tutto fino a che una zia mi fece la confidenza, ma io ho sempre fatto finta di non sapere nulla. Comuque due anni dopo i miei futuri suoceri tornarono, conobbi il mio futuro marito e mi sposai pure. A volte l’apparenza inganna.
La mia vita in ogni caso è stata sempre molto travagliata a partire dalle gravidanze e dal parto, ho avuto sempre dei problemi di salute.
Cosa penso dell’epoca attuale?
Io mi ritengo una persona di altri tempi, perciò posso dirti che preferivo più il modo di vivere della mia infanzia.Ora manca tanto il rispetto, invece prima era reciproco ed i rapporti tra le persone rispecchiavano un’altra realtà: sembrava che fossimo tutti parenti stretti. E poi ora nulla è per sempre, se ci si sposa ci si lascia qualche anno dopo. Prima accadeva molto raramente. Due cose erano certe: la povertà e il duro lavoro per poter campare.
Cosa faccio ora durante il giorno?
Non mi annoio mai! Spesso vado con mio figlio in campagna e mentre lui lavora io lo guardo dal finestrino della macchina, questo in Inverno, altrimenti quando fa bel tempo esco fuori a prender una boccata d’aria. La televisione la guardo raramente perchè non mi piacciono i programmi che vengono trasmessi, si vedono solo persone che litigano o donne nude. Credo non siano istruttivi! Mi piace molto leggere, sopratutto libri in lingua sarda e adoro cantare quando mi trovo in casa a far le pulizie, ma sempre canzoni rigorosamente sarde>>.
LA MIA LONGEVITA’
:<< Credo dipenda dalla vita sana che ho sempre condotto, dal duro lavoro e dal fatto che nonostante la vita mi abbia messo davanti svariati ostacoli, io non mi sono mai arresa>>.
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