Tzia Sarbadoricca

Tzia Sarbadoricca

É nata ad Austis il 4 Febbraio del 1921. Il marito si chiamava Daniele Onnis. Hanno avuto 9 figli di cui una è morta poco dopo, 20 nipoti, 25 pronipoti. É trisnonna di una bambina di tre mesi.

Per quanto riguarda le scuole, le ha frequentate sino alla quarta elementare .. << mi ricordo  che avevo un insegnante di Silanus ,Valeria Marchesi, e un'altra di Orune che si chiamava Chessa a cui ero particolarmente legata. Le scuole le ho fatte tutte fino alla quarta elementare perché il quinto anno non c' era.>>

Tzia Sarbadoricca é solita appuntare le sue giornate su un diario, e credo che questa sia una delle caratteristiche che la contraddistingue. E mentre scriveva alla fine dell' intervista quasi mi incantavo, persa tra quelle frasi in corsivo, così ordinate e comprensibili che quasi rispecchiavano il suo modo d'essere, una persona pacata e tranquilla.

Di seguito la sua intervista:

 IL LAVORO

:<<Nella mia vita ho lavorato sempre in campagna ed allora andavamo a lavorare per altre persone  a 'sa zorronada' ,  negli orti e a raccogliere ghiande anche fuori dal paese. Poi ho aperto una bottega negli anni '60  ed avevo di tutto. Vendevo anche materiale edile come cemento e più di una volta ne ho scaricato 120 quintali da sola mentre l’autista è rimasto dentro la macchina!  Annotavo tutte le cose del negozio in un quaderno>>.

 

IL MANGIARE

:<<Quando ero più giovane mangiavo 'pane de trigu ' (pane bianco) e 'pane d’orzu', formaggio, ricotta e i prodotti dell’orto. A cercare la frutta e la verdura si andava nelle campagne circostanti il paese: "malazzò", "terra bianca" e dintorni. Andavamo anche a cercare le erbe selvatiche : "su lau", "mastruzzu", "ambularza">>.

 

LE FESTE

:<<Per "Sant' antoni de su fogu"   facevamo i fuochi ed i dolci, ogni famiglia li faceva. Ci si divertiva, si ballava e si andava alla messa. Si faceva il "pane manna" : pane azimo di semola che veniva impastato con la sapa e l'acqua. Si faceva tondo come è tonda la pizza.Il 16 pomeriggio si portava in chiesa per la benedizione e lo si distribuiva ai presenti, poi lo si dava anche ai pastori per i loro animali : si preparava una parte appositamente per gli animali perché era di buon auspicio.

La festa di Sant' Antonio da Padova si festeggiava la terza Domenica di Settembre e si faceva "su pane pintau" : pane di semola fatto a pasta dura che si decorava in maniera particolare. Per quanto riguarda i balli era caratteristico "su ballu tundu": degli uomini stavano al centro del cerchio realizzato dalle persone che ballavano e dovevano controllare con delle cinghie che questi non lo rompessero e se qualcuno lo faceva prendeva cinghiate nelle gambe (se riuscivano a raggiungerli).

A Carnevale ci si divertiva e si facevano i balli in piazza se il tempo era mite altrimenti dentro le case. Le ragazze non sempre partecipavano ed in particolare quelle dell'azione cattolica perché non voleva il prete (nonnu Melis ). Ci si vestiva con quello che si poteva ma spesso di stracci>>.

 

"SA FUNTANA E SUSU"

 :<< L' acqua la prendevamo dalle fontane e la trasportavamo in testa con delle brocche. Ad Austis un tempo c’era solo una fontana: “Sa funtana e susu” ( unica fontana nel paese)da  dove prendevamo l’acqua da bere. In seguito si sono costruite le fontane nei vari  rioni (intorno a metà anni anni 50) e si faceva comunque la fila perché l'acqua arrivava solo per un paio d'ore la mattina>>.

 

I MEZZI DI TRASPORTO

:<<Da un paese all’altro ci spostavamo a piedi o con il cavallo ed il carro . Io  andavo anche a gavoi e fonni a piedi... in seguito ,negli anni 60 , in paese c’era una macchina da noleggio ,di tziu Zizzittu, e poi è arrivato anche tziu Bore Arru>>.

ARRIVARE ALLA SUA ETA'

Il signore lo sa, io ho sempre lavorato e solo il signore lo sa. Questo non so spiegarmelo neanche io, ho avuto 9 figli e ho sempre lavorato, non ho vissuto nell’agiatezza ma sono stata fortunata perchè crescere 8 figli non è semplice.