Tia Peppina Marongiu
GIUSEPPINA MARONGIU, nota “Peppina”(SUOR MARIA GESUINA)
È nata ad Ovodda il 26 luglio del 1917 e due giorni dopo ha ricevuto il sacramento del battesimo. La sua famiglia era molto numerosa: ha avuto 5 fratelli e 4 sorelle( l’ultimo è Michele). Sin da piccola ha aiutato la famiglia svolgendo lavoretti domestici come portare l’acqua dalla fonte di “Oroessu” con la brocca in testa e facendo il pane. A Ovodda la maggior parte faceva il pane in casa, dice lei, tant’è che infatti è conosciuto come il paese del pane. Intorno ai 30 anni d’età ha ricevuto la “Chiamata di Dio” diventando così suora. Quando le ho chiesto come è avvenuta la sua vocazione mi ha risposto che è molto difficile da spiegare dicendomi :<< hai presente quando ti capita di desiderare qualcosa ardentemente o come ci si sente quando si è innamorati? Ecco così mi sono sentita io>>
DI SEGUITO LA SUA INTERVISTA:
FESTE A OVODDA
:<<Le feste che si festeggiavano in paese erano le seguenti: San Giorgio e l’Assunta; tutto il paese si riuniva, si aspettavano queste feste tutto l’anno, si facevano i balli e le processioni a cavallo. Ho dei ricordi anche del carnevale; quando ero piccola si facevano le “carnevalate” e ci si vestiva di stracci o del poco che si aveva; però chi si mascherava era educato, non mascalzoni come fanno adesso>>.
IL RICORDO TRA I PIÙ VIVIDI DEL CUORE
:<<Mi ricordo di un tragitto particolare, di un giorno in cui quando ero piccola piccola, mamma e babbo mi portarono con loro ad Olzai a cavallo. Io ero in braccio a mamma e ancora sento il loro calore. Siamo andati a trovare degli amici di mio padre che abitavano all’entrata del paese e mi ricordo quel posto come se fosse oggi << peccato non ce l’ho di fronte, te lo avrei mostrato>>. Poi mi hanno tenuta là e erano tutti contenti ; me lo ricordo come fosse oggi; è uno dei ricordi che conservo tra i più vividi nel mio cuore>>.
LA BAMBOLA
:<<Noi bambini ci divertivamo con poco, ci ingegnavamo a creare e produrre giochi, sempre per strada con i bambini del vicinato ed eravamo sempre felici. Mi ricordo di uno dei pochi giocattoli che babbo ci comprò, quando ci aveva regalato un bambolotto e che Rosa (la sorella più piccola) chiamò Dangalaba; se lo abbracciava, gli cantava delle canzoni o gli raccontava delle storielle>>.
NONNA
:<<Mia nonna Caterina era a me tanto cara ed il giorno che mi hanno comunicato la sua morte lo hanno saputo tutti in noviziato, tanto forte è stato il mio urlo straziante; per me era come una mamma. A mia nonna era morto un figlio e in casa ritenevano che io fossi la sua prediletta per questo motivo. Tra i ricordi più belli che porto sempre con me c’è quello legato ad un suo regalo, di quando mi comprò una borsetta, ed il ricordo è ancora impresso nella mia mente e non lo dimenticherò mai sopratutto per i sacrifici che aveva dovuto fare per acquistarla>>.
PERIODO DELLA GUERRA
:<<Durante il periodo della guerra avevamo sempre ansia e paura ma delle cose da fare ce ne occupavamo sempre noi donne; in casa io e Grazia ci siamo unite per portare avanti i lavori in campagna e anche in casa dato che gli uomini erano al fronte>>.
LÀ SERENITÀ
:<<A quei tempi non avevamo tanto, materialmente parlando, ma le ricchezze erano sopratutto immateriali. Avevamo infatti quella serenità e quella bellezza che ora manca..anche se ogni tanto capitava di litigare, quella letizia di allora ora non c’è più; i tempi sono cambiati; le persone non è che sono cattive ma è che prendono la vita così>>.
LA SCELTA
:<<Mi ricordo che con mia sorella più grande andavo sempre in chiesa, però una volta non mi ha voluto portare, e per me era sacro andarci. Fin da piccola nutrivo quell' amore spropositato verso il Signore. Ho scelto di diventare suora quando avevo circa 30 anni. Non sono stata sempre qui ad Oristano ma anche in Puglia ( in provincia di Potenza) e poi sono andata in Alto Adige e mi ricordo di un alluvione che c’è stata in quei giorni. Poi sono ritornata in Sardegna>>.
IL MANGIARE
:<<Eravamo soliti mangiare quello che c’era : il pane non mancava mai, anche quello d’orzo; la carne alle feste, e poi tutti gli altri cibi prodotti in casa. Non eravamo soliti mangiare le erbe selvatiche mentre facendo l'orto piantavamo tante verdure ed ortaggi>>.
IL SEGRETO
:<<Non c’è nessun segreto, lo sa il Signore perché ho raggiunto il traguardo dei miei cento anni, lo sa lui solo. Io non ho fatto nessuna domanda e quando lui vuole io sono qui>>.
CARI GIOVANI
:<<Cari giovani, vi suggerisco di fare la volontà di Dio; voletevi bene prima di tutto tra i familiari perché l'amore nasce prima di tutto nelle famiglie. Poi abbiate un occhio di riguardo verso i poveri e gli abbandonati.
La vita è bella e bisogna accettarla come ce la offre il signore, non dobbiamo pretendere di più>>.



