Tzia Maria Antonia

TZIA MARIA ANTONIA

Maria Antonia nasce a Dorgali nel 1918. La sua famiglia era molto numerosa: erano sette figli e vivevano tutti con degli zii dei genitori che consideravano come dei nonni. Lei, prima di diventare vedova, ha lavorato sempre in casa occupandosi della famiglia; faceva il pane, tesseva e filava. Ha frequentato sino alla seconda di avviamento. Ha avuto due figli: Angela e Ivano. Alla mia domanda riguardo l'alimentazione di un tempo ci tiene a precisare che in passato mangiavano prevalentemente pane, formaggio, carne ed i prodotti dell'orto.

Io l'ho soprannominata "la gioia", quella che percepii mentre abbracciava a sé un fagottino di sei mesi ( la figlia di una nipote) mentre le sussurrava filastrocche in sardo. E in quell'attimo ho visto davanti a me l' immagine dei chent' annos di vita.

 

 

DI SEGUITO LA SUA INTERVISTA:

 

RICORDI INDELEBILI

:<<Mi ricordo del principe Umberto con Maria Josè quando vennero a Dorgali e li ricordo in piazza mentre facevano il giro del paese all' interno di un'automobile preceduta da un corteo di cavalli. Si fermarono proprio in via Lamoramora e ricordo addirittura il punto esatto, davanti ad un portone vicino alla fontana. Poi sono partiti per la Somalia e dopo è iniziata la guerra. Non mi ricordo per che occasione siano venuti>>.

 

IL PERIODO DELLA GUERRA

:<<Mi ricordo di un periodo tristissimo perchè nel caseggiato scolastico c’era la 121esima fanteria ed i tedeschi erano dappertutto. Noi non avevamo la libertà che c’è ora e anche per il mangiare non si avevano le quantità necessarie a sfamare tutti. La guerra è costata cara alla mia famiglia perchè in casa era rimasto solo babbo e mio fratello Giuseppe, mentre gli altri fratelli erano tutti sotto le armi, prima in Somalia e poi in Eritrea. In particolare mio fratello Antonio era prigioniero a Nairobi (partì nel 1931 per rientrare nel 1936) e mi ricordo ancora le critiche che le vicine di casa facevano a mia madre perché non andavamo a cercarlo. Noi non avendo sue notizie da quando era partito non sapevamo se era vivo o morto. Mia madre rispondeva alle critiche sostenendo che si sentiva che il figlio era ancora vivo. C’era un’altra famiglia di Dorgali che era ugualmente prigioniera da quelle parti, la famiglia Usai. Un membro di quella famiglia,  Manuella quando rientrò a Dorgali venne a casa mia e disse a mia madre che Antonio.era ancora vivo ma non sapeva quando sarebbe rientrato. Antonio è rientrato secco come un chiodo perchè non gli davano da mangiare e ci disse che era stato prigioniero degli inglesi in Eritrea. Per questa prigionia non gli è stata data neanche la pensione!>>

 

IL PERIODO FASCISTA

:<<Io ho fatto la seconda d' avviamento e ho avuto come insegnanti:  maestro Mauro, maestra Manca e maestra Asole che ci prendeva in giro sostenendo perché non parlavamo bene...ma lei sai, veniva dalla città e questa era la ragione! Umberto Capozzi ci insegnava il francese, e infatti  mi ricordo ancora il Padre Nostro in francese.

Per andare a scuola indossavamo la divisa di "piccola italiana": gonna nera, camicetta bianca ed il fuolard con cui facevamo la cravattina. Prima di questa abbiamo indossato quella della “ figlia della lupa “e  poi quella di “piccola ballila”. Dopo quella di  “piccola italiana” c’era quella “dell’ avanguardista” e così si andava gradualmente.

 A Dorgali è venuto Mussolini e per l'occasione hanno fatto chiudere tutte le stradette interne; come se ci fosse in corso una processione la gente mise i "pannuzzos" di seta nei balconi. Questo non era giusto...per dirla in breve questa mascherata  l’ aveva organizzata chi comandava! Posso aggiungere che sono i capoccioni che fanno la guerra e chi amministra fa i minestroni!

 Mi ricordo di un episodio in particolare che successe in quella occasione. Quando Mussolini arrivò qui,sulla scaletta che va nella strada è uscita Tattana Mula il cui padre si trovava prigioniero  a Niside. Si trovava in fin di vita e  la sua famiglia aveva fatto la domanda perchè gli concedessero di rientrare a casa ma la domanda venne respinta. Così quando venne Mussolini Tattanedda uscì con una lettera per lui e tziu Mula le disse di andare via che altrimenti chissà cosa poteva succedere e invece la lasciò passare tra la folla e prese la lettera. Così dopo una settimana il padre rientrò ma morì poco dopo...

Di quel periodo ho impressa la mancanza di libertà e che dovevamo stare attenti a ciò che dicevamo o facevamo. Poi ho il ricordo dei carabinieri che ci aiutavano a macinare  il grano al mulino perchè anche  loro stavano morendo di fame e quando potevano chiedevano qualcosa da mangiare... loro a volte aiutavano mio padre a trasportare i covoni in campagna>>.

 

LA PRIMA ELEZIONE

:<<A Dorgali in occasione della prima elezione comunale non c’erano le schede per tutti perché le stampava solo chi era ricco. Tra i candidati c’erano: un Dore e un Menotti ( un ricco e un povero).Quella volta aveva stampato le schede solo Dore di Dorgali perché era quello ricco ma il presidente disse che l’elettore aveva il diritto di votare anche con un pezzo di carta straccia e che nessuno poteva abolire questo diritto. Lo spoglio lo avevano fatto in piazza Sant'Antonio. I ricchi di Dorgali avevano detto che avrebbero lasciato le briciole ai poveri e che le elezioni le avrebbero vinte loro! Da quell' occasione è rimasto il proverbio "innoche non bes Menotti">>.

 

 

LA VITA DI OGGI VS LA VITA DI UN TEMPO

:<<In un certo senso prima si viveva meglio perchè il poco che avevi era tuo e lo potevi condividere con chi ti piaceva; mentre oggi la gente se lo tiene ben stretto perchè c’è troppo egoismo e chi ha le cose “è tutto a me e niente a te”, mentre le cose il signore le ha fatte per tutti e non per uno solo. Vedono la gente morire di fame ma non la aiutano mentre prima si divideva anche il pezzo del pane. Mi ricordo mio nonno e mio padre che  aiutavano sempre una famiglia che non aveva niente ( una donna con dei bambini) : morivano di fame e di freddo; e mi ricordo che un anno aveva nevicato molto  e che mio padre portò loro della legna. E scusate se io parlo come una persona che non ne capisce un H ma se non sono in cielo mio padre e miei nonni allora non ci va nessuno in cielo, perchè loro ne hanno salvati tanti! E loro non erano più ricchi di altri e infatti mangiavano erbe nei periodi di magra.

Quando ero piccola ricordo che mangiavo spesso le mandorle molli che noi chiamavamo "cuscusa" e che per noi erano una delizia. Tzio Bachisio Bacchitta ci portava il latte a casa e noi le cuocevamo col latte. Prima tutti i ragazzini le mangiavano mentre ora le assaggiano quasi schifati. Mi ricordo anche che non c'era lo zucchero nelle case e che a mia nonna glielo mandavano da Biella e lei poi lo distribuiva anche a chi non aveva niente. E se è vero come io  credo che c’è il paradiso loro sono senz'altro lì!>>

 

 

 

CONSIGLIO AI GIOVANI PER VIVERE BENE

:<<Consiglio ai giovani di lavorare ed essere sinceri e non imbrogliare nessuno perchè noi diciamo "s’imbrollu torrada a s’imbrolladore". Quindi di essere onesti!>>

 

E mentre la salutavo andando via da casa sua mi disse: <<In questo periodo scusate se mi dimentico qualche cosa, ma sono arrabbiata con me stessa!

Io: Come mai?

Maria Antonia: a volte non si può spiegare, e lei non si arrabbia con se stessa? >>