Tia Pasqua Cheri

Tzia Pasqua Cheri

Pasqua Cheri nasce a Sarule nel 1921 in una famiglia composta da 4 figli ( 2 femmine e 2 maschi).Oltre lei anche l’altra sorella ha superato i 90 anni d’età. Ha avuto 3 figli : Peppina, Stefano ed Elisa che ha cresciuto da sola perchè il marito lavorava tanto. Ha 10 nipoti e 2 pronipoti che adora e come dice lei “los cumpiago puru”(li accontento anche ).

Sin da piccola si teneva impegnata svolgendo le faccende di casa sua e anche di quelle della sorella che era occupata ogni giorno tessendo tappeti con il "telaio settiu".

In occasione delle feste del paese adorava ballare il ballo sardo con " 'gompare Gonariu"(compare Gonario) .

Ora si tiene impegnata occupandosi delle faccende di casa perchè a 97 anni vuole vivere da sola . Sbriga le commissioni alle poste ed in negozio e come dice lei :<<compro , pago e debiti non ne ho!>>. Ogni mattina si reca presso una sua vicina di casa ottantenne che accudisce come può e le fa compagnia essendo rimasta da sola da poco tempo.

Quando sono entrata a casa di Pasqua ho provato una certa tenerezza nel vederla seduta davanti al camino . Non appena ci siamo presentate e ha cominciato a parlare ho capito subito che dietro questa donna minuta, con quegli occhioni azzurri del colore del cielo di Sarule si nascondeva una guerriera. Io l’ho soprannominata la “guida”, la guida per le generazioni presenti e future perchè lei sa insegnarti come si dovrebbe vivere .

Ho provato una certa curiosità quando le ho chiesto se fosse mai andata al mare e lei annuendo ha detto che :<<no so intrà mai a bagnare,so' anda' a lu viere cun s'isciallu ghettau>>( non sono mai entrata per farmi il bagno ma sono andata a vederlo con lo scialle messo) ; ed in effetti  una  foto che mi ha mostrato la ritraeva di spalle e la sua vardetta mossa dal vento  sembrava quasi spostarsi in sincronia con le onde del mare .

 

 

DI SEGUITO LA SUA INTERVISTA:

Da giovane  appena  rientravo da scuola facevo qualcosa in casa : aiutavo a fare il pane e facevo le faccende domestiche e le commissioni. Nel tempo libero andavo a giocare con le compagne ed in particolare andavamo in piazza a ballare,  a “ Santu Bennardinu” ,dove facevamo la novena e quindi tornavamo a Sant' Antonio sempre con altre due che facevano le prioresse . A scuola sono andata fino alla quinta dietro insistenza del mio maestro . Avevo anche una maestra continentale che mi voleva troppo bene e stava amoreggiando con lui. Io ero la sua alunna preferita e  per questo motivo mi convinse a proseguire la scuola sino alla quinta. Poi lui ha avuto dei problemi e si sono lasciati ed ognuno ha proseguito per la propria strada. Ed io sono rimasta qui e facevo quello che potevo fare tra faccende di  casa e commissioni.

 

Il PANE

Il pane che eravamo soliti fare era  su “pane longu e su tundu ” .Qui a Sarule c’era il mulino ( ne avevamo due per l’esattezza)  ed io  pulivo “su tridicu" ( il grano) , "lu pulio” (lo pulivo) e poi  “l' ammaniavammusu ”( si preparava) la farina e quando era pronta “inturtavammusu (impastavamo)  . Andavamo poi  al forno e lu "tendiavammusu cun sos tazzerisi" (si stendeva su delle tavole di legno )  che ho ancora adesso ; allora si pagava la manovalanza con il pane perchè soldi non ce n’erano molti perciò si pagava cosi. Non c’erano i macchinari di oggi e  la “mandronia” ( poltronite) di ora! Io a casa dopo essermi sposata facevo e faccio tuttora "su maccarrone tundu e lu aco lestra che bentu” ( lo faccio veloce come il vento)  ; tutto questo lo facevo per i figli, per amici e parenti perchè mi piaceva molto farli.

 

 

“CHERIADA OJE GASI UNU PAZZICHEDDEDDU DE ASTRINTA A SA ZENTE”

Ho vissuto il periodo della guerra e “cheria oje unu pazziccheddu de astrinta a sa gente” ( serviva adesso un periodo di povertà) perché ora c’è troppo lusso, ci sono troppe cose e la gente non capisce il senso di ciò che ha. Se ci ritirano le pensioni non c’è più niente e allora non c’erano mica le pensioni! Io l’ho presa da grande  dopo che “nois ammusu peleau e trabagliau cun  dovere tottus” ( dopo che noi abbiamo faticato e lavorato tutti con dovere) . Allora si andava al fiume a  "su rivu mannu " a lavare i panni ; si "ghettavada s’avocada in ive" ( si metteva la' il miscuglio di cenere con acqua per lavare la roba) ,  poi rientravamo a casa con “sos pannos” ( i panni)  pronti da stendere anche se molte volte li stendevamo anche lì al fiume . Si andava a portare l’acqua perchè a casa non ne avevamo, non avevamo neanche il gabinetto e “ tutte queste cose belle mi”.  “Eo  de unu  ghettu nono ca mi dispiaghede ca puru eo appo izzoso, de s' atteru avio cherziu chi s' erene torraoso unu paccu ass'astrintu, gasi a biere sas signorina de oje chi non nde acchene cosa; sunu troppu mandronasa, mi dispiaghede a ti lu narrere . Commo istana solu a giru e sos piccioccos lu sunu imparande male poitte no acchene unu imperju, non de acchene, si cherene paccaoso e noisi li acchiavammusu gratis”  ( Io da una parte non voglio perchè mi dispiace, per il resto avrei voluto che tornasse un periodo povero come quello che ho vissuto io per vedere come  le signorine di oggi si sarebbero arrangiate. Troppo poltrone! Mi dispiace dirtelo ! Adesso sono sempre in giro e ai ragazzi di oggi gli stanno insegnando le cose sbagliate perché non fanno più le commissioni perchè vogliono essere pagati e invece noi le facevamo gratis).

Ora non si va neanche più in chiesa così volentieri. Quando moriva la gente si usava accendere le candele  ;ma lo sai quante ne trasportavo? 5 o 6 (su paccotto mannu" =non candele ma il pacco grande)  ! Poi si accendevano e si faceva la benedizione dei morti dopo esser andati prima in cimitero . Ora quando vanno in cimitero ci vanno per giocare . Adesso non so a cosa stia pensando la gente! I ragazzi non ne stanno "imparando cose” mentre noi  facevamo  il pane ,la pasta e  tutte le altre faccende come per esempio preparare la carne dei maiali ;i maiali si fanno anche oggi  perchè ai ragazzi d’oggi  piacciono le salsicce, ma altre cose non ne stanno facendo! I giovani “ sunu ammandronaos”  ( sono poltroni) e io li vedo qui, i gruppi di ragazzi che sono dei maleducati, non ti salutano e fanno più male che non bene. Prima non ci si comportava così perchè venivano mandati in campagna a "marronare" ( zappare)   e facevano anche i pastori già da piccoli. Eppure l’hanno fatto ! Ed andavano a lavorare anche per i ricchi .

 

IL VESTIARIO DI TUTTI I GIORNI

Tutti i  vestiti che ci sono ora non c’erano prima . Io  mi sono sempre vestita cosi come mi vedi ora , anche da piccola : usavo "sa vardettedda e sa brusa". Allora si usava così. Molti si vestivano con il "rustico" ( costume sardo). Noi ne abbiamo "uno a tivazzola bianca" ( col fazzoletto bianco) che si usava per sposarsi , quello con la gonna lunga lunga. Io però non lo portavo.

 

LE FESTE A SARULE

Le feste a sarule erano queste: Santa Lucia in cui venivano "sos istranzos e li davammusu su coccone" ( le persone non del paese e gli davamo il pane)  e come andavamo a Gavoi , Olzai ed Orani ci davano anche loro su coccone. Si  faceva una bella processione ed era una bella festa . Festeggiavamo anche Gonare .

 “A chida  Santa” ( durante la settimana Santa) c' era  S’Iscravamentu . Adesso non ne stanno facendo perchè non abbiamo neanche più  priori in quanto la gente non ne vuole impegni  e preferisce girare.

 

SI NO LOS IMPARANA SOS PIZZINOS NON BI ACHENE!CHERENE IMPARAOS.

Ora c’è troppo svago, troppo divertimento e mi sembra che questo non sia giusto ; che poi se il governo non ci da niente come campiamo?

"Sos piccioccos andavana a s' arjola a trivulare su tridicu" ( andavano nell'aia a battere il grano  )  ,  a zappare e anche le femmine ci andavano. Io avevo delle parenti che andavano a zappare con il padre , chi lo faceva altrimenti ? I pastori ugualmente dovevano lavorare per portare qualcosa a casa. Ora invece no, non si fa più tutto questo!Adesso ci sono i bar sempre aperti dalla mattina presto e agli orari più impensabili  ! :<<Si no los imparana sos pizzinos non bi achene. Cherene imparaos! ( se non gli insegnano le cose a questi ragazzi non possono farle , è necessario insegnargliele!) >>.

 

SEGRETO PER ARRIVARE ALLA SUA ETA’

:<<Il segreto per arrivare alla mia età? E cosa ti dico,tu mangia normale, mangia bene, stai tranquilla! Io non ho fatto niente , cosa credi che abbia fatto? Lo vede Dio quello , non lo vedo io, non è roba mia.Posso dire forse che mi sia meritata ad avere questa vita . Io non ho fatto niente di eccezzionale,comunque  lo prego ogni giorno e a Gonare sono sempre andata ; cose così si, a messa poi ci vado tuttora ma la prioressa non l’ho fatta mai perchè non mi interessava>>.

 

UN CONSIGLIO DA DARE AI GIOVANI :

: <<Io consiglio di fare da bravi , e non fare i maleducati come alcuni fanno ora , a stare educati e a lavorare . Non bisogna solo studiare!! Si può studiare ma non bisogna fare solo quello, è necessario anche lavorare. Invece oggi tutti li mandano a studiare e spesso senza concludere nulla.Io lo dico per loro: la parte dello studio c’è stata ed è importante che ci sia anche ora ;però uno può anche lavorare allevando per esempio un pò di pecore come si faceva sempre o va ad aiutare un altro sarebbe meglio. C' erano "sos tzeraccos"( i servi) un tempo che  lavoravano per conto dei ricchi , ed adesso non ci sono più nè" tzeraccos" nè niente e ai  bambini piccoli con il telefono già a partire da due anni gli stanno facendo più male che bene. Se ci sono i soldi li conservino che non si sa mai cosa può riservare il tempo! Anche i soldi degli anziani sono pochi perchè il governo ne sta dando meno perchè se li mangia lui.E con questo concludo , vieni che ti faccio vedere la fotografia che mi hanno fatto a tradimento quando sono andata al mare >>.