Tziu Tegas

Tziu Tegas

     Aveva due occhi grandissimi, sa berritta a quadri sempre indosso ed uno sguardo curioso. Inizió a raccontare:

     :<<In famiglia eravamo in 4 (due donne e due uomini). A quel tempo non esisteva l’obbligo dell’istruzione ma nonostante ciò ho frequentato per tre anni la scuola, studiando sempre senza l’ aiuto di nessuno e le sere anziché passarle sopra ai libri le spendevo lavorando>>.

     Tziu Vittorio Tegas nasce a Baunei nel 1922.

      :<<Ho iniziato a far il pastore nel nostro Supramonte a 7 anni con due capre dalle quali ricavavo il latte necessario al mio sostentamento. Da grande pascolavo maiali e pecore in località Margine e Golgo, territorio che faceva parte dei 25 mila ettari di terreno comunale di Baunei. Vivevo in “su barraccu”, che fungeva da ovile ed era costituito alla base da pietre che reggevano dei tronchi di legno ricoperti di frasche ed anche io dormivo sopra un letto di frasche. Oltre che a fare il pastore ho lavorato anche in campagna con i buoi, seminando e raccogliendo il grano, “oro” utile per far il pane.

     Ci sono stati 4 anni in cui non potevo dedicarmi ai lavori di sempre per via dell’inizio della seconda guerra mondiale. Partii militare il 14 settembre del 1942 e la prima destinazione fu Cagliari,precisamente in una caserma a Calamosca di Genio Artieri. Nel 1944 andai a Napoli e poi a Pescara fino a raggiungere il fronte di Bologna. Lì combattevamo contro i tedeschi sotto i  bombardamenti. Il 27 Giugno del 1944 ci trasferirono poi in Alto Adige per presidiare i confini del territorio italiano. La stampa parlava di noi e a proposito della Folgore di cui io facevo parte, metteva in evidenza il fatto che eravamo come in villeggiatura e devo dire che avevano ragione, infatti abbiamo fattoi “signori” per sette mesi. Legato a questo periodo ricordo in particolare di un acquisto a cui tenevo particolarmente e cioè della mia prima macchina fotografica che comprai nel 1945 pagandola 2 mila lire. Imparai presto ad usarla. Funzionava con il rullino e si potevano fare 8 fotografie e ricordo che una volta rientrato in Sardegna andavo a Tortolì per sviluppare le foto.

     Una volta finita la guerra e rientrato al mio paese tornai a fare il pastore finché ad ad un certo punto della mia vita decisi di emigrare perché il lavoro in Sardegna scarseggiava. Così nel 1962 partii con altri compaesani in Germania; dove mi rimisi in gioco a 40 anni suonati facendo il cuoco in un ristorante. Lì ci rimasi 12 anni e devo dire che mi trovai bene e anche  con la lingua tedesca riuscivo a farmi capire. Preparavo i piatti semplici come pasta, carne, patate e uova, cercando di riproporre  quei piatti che per tutta la vita avevo mangiato. Oltre a questi,fin dalla mia infanzia, della mia dieta facevano parte anche: la carne di maiale, il lardo da solo o con le fave e non potevano mai mancare ceci, i fagioli e su pistoccu. A volte addirittura le ghiande facevano parte della nostra alimentazione! Andavo matto anche per le erbe selvatiche come cicoria, finocchio selvatico, asparagi. Il vino lo bevevo sempre e l'acquavite non la disdegnavo>>.

     È spesso difficile entrare in sintonia con l’intimità di ciascun anziano che intervisto e spesso l’emotività è davvero alle stelle; questo perché parlare del passato, dei sacrifici, dei periodi bui  durante la guerra riapre quella ferita presente e mai rimarginata. Così dopo l’intervista Tziu Tegas andò a prender una boccata d’aria nel davanzale davanti ai suoi monti e al suo paese, lasciando alle spalle alcuni tra i suoi ricordi più spiacevoli.