Beatrice Bazzu

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Tzia Beattia

 

Tzia Beattia ( Beatrice) nasce ad Osidda nel 1914. Da quando aveva 4 anni resta orfana di madre insieme ad un' altra sorella più piccola di due anni. Dopo un po' di tempo il padre si risposa facendo altri 4 figli: 2 maschi e 2 femmine. Il padre era macellaio e la moglie aiutava il marito nella sua attività.

Ciò che fin dall' infanzia ha caratterizzato la sua vita è stato il suo profondo altruismo: si dedicò ai lavori di casa, a quelli nelle campagne e ad accudire i fratelli più piccoli permettendo così ad una sorella di andare a studiare. Lei pensava sempre agli altri. Per quanto riguarda le scuole le frequentò sino alla quarta elementare.

L' incontro con il marito avvenne ad Osidda perché lì svolgeva l'attività di pastore. Si sposò nel 1940; andarono ad abitare ad Orune nel 1945 rientrando spesso però nel suo paese natio per visitare i parenti. Hanno avuto sei figli: 4 maschi e 2 femmine.

Ad Orune ci vive quindi da 73 anni e nonostante tutto questo tempo parla ancora il dialetto del suo paese.

Per quanto riguarda gli spostamenti, non sopportando il viaggio in corriera, si spostava spesso a piedi facendo quindi il tragitto da Orune ad Osidda in circa 3-4 ore di cammino (ora ci vogliono 20 min circa con la macchina).

Ad Osidda la chiamavano "Briattia" mentre ad Orune, avendo difficoltà di pronuncia, é stata denominata " tia Beattia".

 

 

Di seguito riporto ciò che Tia Beattia raccontava alla figlia qualche anno fa:

 

IL MANGIARE

:<<Mangiava tutta roba genuina: di campagna, dell'orto ed erbe selvatiche; anche la carne, il formaggio ed il pane ( d'orzo e di grano) non potevano mancare nella sua dieta. Se qualcosa le faceva male non la mangiava. Solo per i fichi faceva eccezione.

È golosa dei fichi e tutti gli anni la figlia gliene metteva tre in fila davanti a lei e Tia Beattia le chiedeva :<< E se mi fanno male?>> e la figlia aggiunge :<<Però se li mangiava lo stesso>>.

E anche per le ciliegie va matta>>.

 

SA MONTECADA

 

:<<Tra i dolci tipici di Orune c'era e c'é "sa montecada", che è un impasto di farina e uova: si fa la sfoglia fine e si taglia a strisce lunghe creando poi la forma a ruota di carro, poi si friggono nell'olio e si ripassano con il miele. Non possono mancare in occasione di battesimi e matrimoni>>.

 

I TELEGRAMMI

:<<Quando non c'era il telefono se era urgente comunicare con qualcuno si mandavano i telegrammi. Ogni tanto succedeva di sbagliare il senso del testo. Per esempio, una volta arrivò un telegramma e lei lo avevo interpretato in un certo modo, poi rileggendolo con un'altra persona aveva verificato con lui il fraintendimento. Per queste cose si preoccupava un po' >>.

 

IL COSTUME

:<<Il costume che avevano ed abbiamo ad Orune é composto da "su casciu", "su curittu", "sa gunnedda" in panno nero con la balza rossa e su "triziu pilu", "s'ardetta" ricamata a mano. Poi in testa si mette "s' iscialletto o su mucadore bianco" o ricamato a mano>>.

 

FESTE AD ORUNE

 

 :<<Tra le feste più importanti ad Orune abbiamo:

-Su  Cossolu ( Consolata) che si festeggia ad Agosto il primo Lunedì del mese. Per questa occasione si fanno 9 giorni di novena e a fine celebrazione si benedice il pane a forma di uccellino ( "su puzzoneddu") che si dà per voto e poi viene distribuito a tutti i partecipanti alla novena.

 

-Su Carminu, che si festeggia l' ultima Domenica di Agosto e che dura 4 giorni; poi si fa la processione coi costumi e la sfilata dei cavalli>>.

 

Dopo l' intervista ho capito che tia Beattia é più golosa di me; ha infatti assaggiato tutti i dolci "de su cumbidu" offertimi dalla figlia quel giorno, compresi i cioccolati che teneva stretti nei pugni delle mani quasi come fossero qualcosa di prezioso.