AntoniaPitzeri
Austis
Antonia Pitzeri
Classe 1919
Tzia Antonia :<< Noto che hai i capelli lunghi, cosa fai per tenerli sempre morbidi? Io sono sempre stata una patita per i capelli!>>
Io :<< A volte uso il balsamo!>>
Tzia Antonia :<< Lo sai cosa usavo io per le mie figlie?
Io :<<Mi dica!>>
Tzia Antonia :<< Almeno una volta la settimana ero solita raccogliere dalla campagna delle margherite che accuratamente mettevo a bollire in acqua e ciò che ottenevo lo usavo per fare un impacco ai capelli delle mie figlie dopo averglieli lavati con cura ed aver fatto poi la crocchia. Tenevo troppo ai capelli delle mie figlie! E guai che li tagliassero!>>.
Tzia Antonia :<< Mi presento! Sono nata ad Austis in una famiglia più numerosa rispetto a quelle attuali, eravamo in tutto in 7.
Non sono mai stata molto studiosa, o meglio, forse “a quel tempo”era già una conquista frequentare sino alla terza elementare, anche perchè parallelamente dovevamo lavorare per dare un aiuto in famiglia. Tra le insegnanti ricordo con affetto la mia maestra di Desulo: maestra Frongia. Non ho altri ricordi relativi al periodo scolastico.
Una volta lasciata la scuola andavo ad aiutare mio padre nei campi ed ora se chiudo gli occhi mi sembra di sentire il profumo della terra smossa dalla mia zappa quando la sfiorava o il suono delle spighe dorate del grano che accompagnate dal vento quasi danzavano generando una musica sublime per le mie orecchie.
Oltre ad aiutare mio padre davo una mano anche a mia madre nelle faccende domestiche. Spettava a me il compito di fare il bucato trasportando i panni sporchi dentro una cesta ben posizionata sopra la mia testa. Li lavavo sfregando il tessuto sulle pietre; in Primavera, Autunno ed Estate lo trovavo meno faticoso rispetto all’inverno in cui subentrava la complicanza del ghiacchio che dovevamo spaccare prima di iniziare e nel far questo spesso ci si congelamento le mani.
Anche dopo il mio matrimonio continuai a lavorare la terra e grazie a mio marito, anch’esso di Austis, imparai il mestiere del pastore. Lui infatti avendo un secondo lavoro nel campo dell’edilizia lasciò che mi occupassi io di spostare il bestiame da una tanca all’altra, di fare il formaggio e il quagliato. Per la mungitura se ne occupava invece sempre lui>>.
IL MANGIARE:
:<< La mia alimentazione, ma in generale quella un pò di tutti, era abbastanza semplice. Non amavamo usare condimenti esagerati sui cibi, ma ci saziavamo dei prodotti freschi da noi coltivati o delle carni da noi allevate. Facevamo il pane in casa ed in occasione delle feste “Su pani pintau”. Andavo matta per le erbe selvatiche che raccoglievo in campagna e che poi cucinavo insieme realizzando un minestrone davvero squisito>>.
Periodo della guerra: Stimavo tanto Mussolini perchè diede le pensioni a babbo e mamma; ricordo quando Cagliari era stata bombardata e che molti sfollati vennero nelle zone interne della Sardegna; nelle campagne di Austis ce n ‘erano tanti e tutto il paese li ospitava nelle case garantendogli da mangiare e dormire.
Consiglio ai giovani :<< Dovete lavorare come ho fatto io, zappare e mietere perché è necessario incrementare il lavoro in campagna.
Sa crabarissa: :<< Hai visto la roccia “de sa crabarissa”? Si dice che una donna di Cabras fosse fidanzata con un ragazzo di paese che faceva lì il pastore. Quando lui rientrò ad Austis in Primavera, lei non vedendolo più rientrare in Inverno (essendo sempre innamorata di lui) si mise in cammino verso Austis per ritrovarlo ed una volta arrivata scoprì che si era sposato. Rimase quindi pietrificata dal dolore>>.
Come si tiene impegnata ora :<<Guardo la tv tutto il giorno: telegiornali, telenovele.. Controllo ancora se in casa è sempre tutto a posto, per esempio se il bucato è ancora steso e se noto che potrebbe essere già asciutto avviso mia figlia che è ora di ritirarlo!>>.



